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Di Nietzsche e di padri, di procioni e di alberi – p.2



Di Nietzsche e di padri, di procioni e di alberi – parte 1

-I padri nel MCU-

Quando, nella prima parte dell’articolo, minacciavo l’uso di 20mila parole per parlare di Infinity War e di gran parte del MCU, non scherzavo mica.
 Ok, magari non saranno proprio 20mila alla fine, ma ci andrò vicino.
Ricordate per caso come il precedente articolo si è chiuso?

Si è chiuso dicendo che, ok, Thanos è un’ipotetica critica al superomismo di Nietzsche fatta dal suo creatore e dagli sceneggiatori del film…ma è sopra ogni cosa un padre.
E di padri, nel MCU, ce ne sono quanti ne volete.
 Anzi, sono spesso il motore narrativo della maggior parte dei film.
Dite di no? 
Facciamo un piccolo fact-checking prendendo uno ad uno i protagonisti dei film, sia dal lato dei “buoni” che da quello dei “cattivi”.

IRON MAN/TONY STARK

Tony di problemi ne ha davvero tanti, sia nelle sue avventure sulla carta stampata che al cinema; è ironico che ad interpretarlo sia un attore che, se possibile, ne ha avuti più di lui. 

Robert Downey Jr ha più volte dichiarato di aver assaggiato per la prima volta una sostanza stupefacente (abitudine che lo ha poi portato in carcere e ad un passo dall’oblio totale) proprio “grazie” al padre attore, che gli allungò uno spliff quando il futuro attore più pagato della storia aveva solo 8 anni.
 Storia assurda che deve averlo senz’altro “aiutato” ad incanalare un perfetto Tony Stark, soprattutto in relazione alle problematiche padre-figlio più volte affrontate nel corso delle sue avventure, con particolare riferimento alla trama di Iron Man 2, dove si ritroverà a fare i conti coi peccati del passato del padre (tema che tornerà più volte in questa serie di articoli) e, contemporaneamente, a riallacciare un rapporto forzatamente postumo con Howard.

In Civil War addirittura lo vediamo prima investire una cifra astronomica per la creazione di un oggetto tecnologico che gli permetta di rivivere virtualmente il giorno in cui ha inconsciamente detto addio ai genitori (e di dire, per l’ultima volta, al padre che l’amava), poi mandare a monte un’amicizia -travagliata- e una squadra intera per vendicare la morte dei genitori.
 Tony è forse quello che, più di tutti, ha incarnato nel suo personaggio la tematica paterna del MCU, sia nel ruolo di figlio che, nei confronti di Peter Parker, di figura paterna.
Forse.
Come vedremo fra poco infatti, ragionandoci un poco, forse c’è gente messa pure peggio di lui.

THOR ODINSON

Come dicevo poco sopra, uno che NEL SUO COGNOME porta il nome del padre, forse è quello messo peggio di tutti (…sicuro Piccolo Matteo?). 
Thor passa gran parte della sua vita cinematografica e cartacea (da qui in avanti date per scontata questa precisazione) a misurarsi con il padre Odino, la cui storia è infinitamente più ricca di avvenimenti importanti della sua, almeno quando lo incontriamo per la prima volta.

Inoltre, se ci pensate bene, quando il “soprannome” di tuo padre è, alternativamente, “Padre degli Dei” e “Padre Tutto”, essere semplicemente il Figlio di Odino non è mica facile.
Thor è, all’inizio della sua epopea, un arrogante e immaturo bamboccione, in cerca costante di qualche cranio da far incontrare efferatamente con il suo amato martello.

Sarà proprio un violento scontro col padre, in seguito all’ennesima idiozia commessa dal Dio del Tuono, a dare inizio alla sua crescita umana (molto umana, nonostante i 1500 anni d’età) ed eroica.
 Da lì Thor inizierà a fare i conti con sé stesso e con il suo futuro umano e divino, fino ad arrivare, in Thor Ragnarok, a scoprire che il padre a lungo segretamente inseguito ed ammirato è depositario di una serie di sanguinosi segreti dei quali nessuno sapeva nulla.

Abbandonerà quindi per sempre ogni intenzione imitativa nei confronti di Odino, per percorrere finalmente la sua strada come Re di Asgard (qualsiasi cosa voglia dire dopo il tragico inizio di Infinity War) e come Dio del Tuono, privo infine del suo martello Mjiolnir ma con al suo servizio una nuova arma, lo Stormbreaker, definito dal nano Etiri “un’arma degna d’un Re”.

Il Tonante conclude la sua parabola narrativa da personaggio “risolto”, almeno dal punto di vista famigliare, solo che per farlo dovrà rinunciare proprio alla sua…famiglia, composta ormai solo da cadaveri illustri.
Un prezzo troppo alto da pagare per sfuggire alla “maledizione dei padri” nel MCU?

Solo il futuro del personaggio potrà dirlo, soprattutto ora che è entrato in qualche modo a far parte della più disfunzionale delle famiglie Marvel: i Guardiani della Galassia.

STEVE ROGERS/CLINT BARTON/BRUCE BANNER

Qui la faccenda si fa leggermente più complicata, tranne che per Occhio di Falco (lui non ha problemi col padre, ma è a tutti gli effetti un padre).
Del padre di Steve nel MCU non si sa niente, scorrendo i fumetti sappiamo di per certo che non si trattava di una brava persona: alcoolizzato, violento nei confronti della moglie e del figlio e tutto quello che vi può venire in mente al capitolo “bastardo”.

Nei film viene solo detto che ha perso la vita combattendo nell’esercito.

L’unica figura paterna che possiamo ravvedere nella storia cinematografica del Capitano è il dottor Erskine, che però gli viene tragicamente strappato da davanti agli occhi da un attentato nazista.

Paradossalmente però, anche per Steve la perdita della figura paterna avviene subito dopo un enorme cambiamento che interessa ogni aspetto della sua vita: la riuscita dell’esperimento Rinascita.

Rogers rinasce quindi a nuova vita e, immediatamente dopo, perde la figura di riferimento che -per pochissimo tempo- lo aveva guidato con saggezza e nobiltà d’animo.

Altro materiale su cui riflettere nell’ottica della questione “paterna” nel MCU.
 Lo stesso si potrebbe dire di Banner, anche suo padre sia nei fumetti che nel film di Ang Lee (che però, grazie a Galactus, non è in continuity col MCU) viene definito dalle sue azioni, azioni che -manco a dirlo- non sono certo encomiabili ma rientrano nella suddetta categoria menzionata a proposito di Rogers Sr.

Si potrebbe ipotizzare, anche nel MCU, che l’origine della rabbia infinita di Bruce sia proprio il padre, se non il suo perlomeno quello della sua ex fidanzata Betty.

Ed è una rabbia che ormai tutto il Pianeta conosce sotto forma di un gigante verde ed inarrestabile (più o meno…).


Si conclude qui la seconda parte di questa serie di articoli, nella quale abbiamo trattato quasi tutti i membri fondatori dei Vendicatori (Natasha merita un discorso molto a parte).

Prossimamente ci occuperemo di un’intera famiglia, stramba e stortissima, così come di alcuni altri membri del circo del MCU fra quelli introdotti da meno tempo.

-fine seconda parte-