blackumfolosimusic.com
childcareindiana.org
dia-live.com
mfc-lk.ru
plazalecea.com
https://dia-live.com/
Chicken Road
1win казино
Sultan Casino
pin up


Scopri l'universo
espanso di Gold
Gold enterprise
Goldworld Logo
FASCISTI… IO LA ODIO QUESTA GENTE
STORIES

Fobie suggerite: chi ci hanno insegnato a odiare



Foto in alto: Washington DC, 28 luglio 2026 – Trump e Netanyahu . Ph. Ma’ayan Toaf Gpo/Handout/Anadolu

Se non vuoi che un uomo sia infelice politicamente, non dargli due lati di una domanda da cui preoccuparsi; dagliene uno. Ancora meglio, non dargliene affatto.”
(Fahrenheit 451, R. Bradbury)

Una grande verità, una verità non certo novità. Ma l’arte dell’oggi non è togliere la scelta, è far credere che ce ne sia ancora una.

Sediamoci comodi e guardiamo lo spettacolo che ci offrono: destra contro destra, la nuova opposizione. Piccole risse interne, finti litigi da salotto televisivo. Una coreografia, non un conflitto. Destre che domani finiranno in coalizione, con gli stessi termini, con le stesse politiche, che senza dare nell’occhio, avanzano come partito unico.

Sì, qualche sfumatura di nero, li distinguiamo. Ma mentre noi puntiamo i riflettori sulle differenze, loro si riconoscono in molte, troppe, battaglie comuni.

Così, mentre tra i nostri confini continuiamo a discutere di sicurezza e insicurezza, il mondo tende l’orecchio, e sente: “in Italia sono così di destra, che perfino l’opposizione a un governo di destra, è di destra”. E attenzione a queste orecchie tese, perché molte braccia accompagnano, ed è pericoloso.

L’Italia, anche se fatichiamo ad accettarlo, non è un mondo isolato fuori dal tempo e dalla storia.

L’islamofobia, la comunismofobia e le politiche securitarie non sono al centro del dibattito solo tra i nostri confini. Guardiamolo con senso critico il mondo che ci circonda, ascoltiamo con che termini le nazioni giocano ai nazionalismi. Le parole scelte, sorprendentemente, risulteranno simili un po’ in ogni dove. Parole dettate da destra, usate anche a sinistra, ma solo per dirsi contro, senza ampliare il vocabolario.

Sì, perché negli anni ci siamo sempre più abituati a una politica ridotta a un paio di parole, perlopiù copiate, a volte neanche tradotte. Parole semplici, non più in politichese, prevalentemente, in inglese. E sarà un caso. Sarà anche un caso che i nostri nemici siano gli stessi nemici dell’America e di Israele.

E quando una politica si muove insieme, con il proposito di avvicinare popoli così diversi, facendo credere che l’interesse per un nemico comune sia un fatto privato, allora sì, è il momento di tremare.

Siamo di fronte a una politica che ci permette di inserirla nel nostro parlare quotidiano, senza sforzo. Uno scenario tanto interessante quanto paradossale: è la destra a essere riuscita a democraticizzare la politica, abbattendo ogni forma di barriera culturale, linguistica ed economica, il divario tra il potere e le persone comuni.

Hanno rubato persino il proposito, della sinistra. Va detto però, forse, onestamente, che effettivamente la demagogia si adatti meglio alle destre: la ristrettezza lessicale accompagna la povertà argomentativa. Prima caratteristica dell’odio: non conoscere. La sinistra dovrebbe ricordarselo, mentre risponde con slogan agli slogan.

Deve esserci stato un tempo in cui la politica serviva a far pensare le genti, a rendere colti. Un tempo nel quale, quando si seguivano i dibattiti sul proprio Paese, si cercavano di nascosto i significati delle parole ascoltate, vergognandosi di non saperle già.

Oggi non conosciamo questo. Oggi, la politica, ci sta solo chiedendo di scegliere i nostri nemici. E mentre noi li scegliamo in casa, altri paesi scelgono gli stessi, in casa propria. 

Così, tutti insieme, tendiamo braccia e orecchie, non sentendoci soli, in questa follia contemporanea.


shining crown
profibusgroup.com
russianarms.ru
santastoys.net
shadowcon.org
zugmuhely.com