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Felix Baumgartner e il salto dall’universo



Non è un record qualsiasi, né tantomeno un esperimento per la fama: è una vera e propria sfida ai confini del cielo. Felix Baumgartner, paracadutista estremo austriaco ha portato a termine, salvandosi la pelle, un salto nel vuoto dall’altezza massima mai raggiunta da un essere umano. Aveva impegnato gli ultimi 5 anni a studiare, analizzare e provare a capire le modalità attraverso le quali sopravvivere lanciandosi dalla stratosfera terrestre e soprattutto abbattendo il muro del suono. Dopo un viaggio di 39.000 metri verso lo zenit, attaccato ad un pallone aerostatico, questo base jumper professionista 43enne, completamente o apparentemente folle, ha sfidato la velocità e i limiti dell’uomo. E c’è riuscito, sopravvivendo.

Felix Baumgartner ne ha fatti di salti, possiamo ricordare il salto con paracadute dalla mano destra del Cristo Redentor sul monte Corcovado a Rio de Janeiro, o dal Taipei 101 a Taiwan, per non parlare della traversata della manica in caduta libera con delle ali di carbonio. Felix non è un tipo tranquillo, ha sempre volato e adesso guarda davvero in alto per questo progetto che ha il sapore di missione aerospaziale. La “Red Bull Stratos”, così è stata chiamata l’impresa aerospaziale più ecologica della storia, sponsorizzata dalla nota bibita gasata, accoglie l’inesplorato con volontà scientifica ed avventurosa allo stesso tempo; questa miscela ha permesso a Felix di indossare la sua bella tuta da astronauta e con la serenità apparente di un incosciente ha chiuso il portellone della sua “navicella” per raggiungere il confine dello spazio, non soltanto per battere un record immobile da 52 anni, quello del salto con paracadute dall’altezza più alta, ma anche per offrire alla scienza un corpo umano da cui prendere dati fondamentali nello studio della sopravvivenza terrestre (e non solo).

La missione era già stata precedentemente annullata per condizioni meteo non ideali, e si sa, in questi casi, non conviene giocare con la natura. E così che Felix e il suo gruppo di scienziati, ingegneri e astronauti, i quali meticolosamente l’hanno accompagnato nel suo viaggio verso il cielo e successivamente, anche se sicuramente in maniera meno presente, verso il suolo, hanno potuto effettuare il salto ieri pomeriggio fuso orario italiano. L’ambientazione è quasi scontata: Air Center Space di Roswell, New Mexico, Stati Uniti, un luogo secco, desertico e inospitale, ma non era di certo questo il problema per Felix. Il pallone aerospaziale ha viaggiato per 39 km prima di stabilizzarsi quasi del tutto permettendo al jumper, improvvisato astronauta, di saltare nel vuoto. Non sono mancati i problemi, come da tradizione: prima la temperatura dell’abitacolo si era abbassata un po’ troppo, poi invece è stato il casco a emanare troppo calore ma quest’intoppi non sono bastati a strappare al base jumper austriaco il sogno coltivato da almeno cinque anni. Alla fine tutto è andato per il verso giusto: Felix ha aperto il portellone ritrovandosi fra il cielo e la terra e dopo qualche operazione di controllo si è alzato dalla sua postazione lasciandosi cadere verso il suolo, verso il mondo. Anche durante la caduta abbiamo assistito ad attimi di tensione quando il corpo di Felix alla velocità stimata di oltre 1000 km/h ha cominciato a roteare, ma niente di grave; il base jumper è riuscito a riprendere il controllo del suo corpo aprendo il paracadute dopo più di 4 minuti di caduta libera, avvicinandosi delicatamente all’arido suolo del New Mexico.

La portavoce Sarah Anderson ha riferito che Felix «è il primo uomo a superare la barriera del suono senza alcun velivolo toccando i 1.137 km/h dopo essersi lanciato da 39.043 metri». Joe Kittinger, aviatore statunitense dell’Air Force, nel 1960 si era lanciato da un altezza di 31.000 metri circa, rimanendo negli annali come l’uomo che ha effettuato il salto con il paracadute dall’altezza massima per più di 50 anni. L’84enne ex detentore del record ha accompagnato Baumgartner nella sua impresa passo dopo passo, dimostrando massima fiducia nella realizzazione del progetto. Tuttavia Felix non è riuscito a battere il record della caduta libera di maggior durata, lasciando il primato a Kittinger che ha aspettato 4,36 minuti prima di aprire il paracadute, qualche secondo in più rispetto al base jumper austriaco.

Felix arriva a terra con le braccia rivolte verso il cielo, cosciente, come se si fosse lanciato da un charter qualsiasi; la semplicità con cui ha affrontato l’evento dall’importanza storica ha apparentemente ridimensionato il tutto, anche agli occhi dei telespettatori. Molti ricorderanno quel pallino giallo ripreso a raggi infrarossi, difficile da seguire anche da obiettivi con le più alte prestazioni. Un uomo che non conosce il panico ha dunque compiuto un vero proprio salto dall’oscurità verso la luce, dal nulla alla vita, dimostrando a tutti che dopo una caduta è facile atterrare in piedi, basta solo volerlo.

Kame