Ad un anno di distanza, il viaggio fuori dai circuiti di Krin183 e Manny Mani continua a farsi sentire.
Ci sono dischi che rappresentano un viaggio. Un punto di arrivo e una ripartenza. Off Grid, ultimo progetto da solista di Krin183, ex membro dello storico collettivo savonese DSA Commando, si muove dentro questi solchi. Un racconto in due parti – Lato A e Lato B – di una personalità che si apre al nuovo senza rinnegare la propria storia. Krin183 grida ma non urla: il suo è un grido sincero. Una metrica pulita, che antepone la comunicazione al virtuosismo pirotecnico. Il ritmo asseconda la sensazione di un messaggio urgente. E tuttavia, Krin183 e Manny Mani, che lo affianca in questo viaggio sonoro, non sono disposti a svendersi. Off Grid lo dichiara fin dal titolo. «Fuori dai circuiti, dalle grandi città, dagli stereotipi» sottolinea Krin.
Un viaggio iniziato proprio un anno fa dicevamo, Lato A usciva infatti con distribuzione Vibrarecords e Believe Music Italia precisamente il 7 novembre 2025.
In brani come Jinni o El Curandero, Krin183 prende le distanze dalle logiche del marketing: “Non mi vesto da buffone per fare un centone”. Krin sta fuori anche dai modi di diffondere musica che prediligono il tutto e subito e scadono nell’usa e getta. «Ho bisogno di tempo per far sedimentare le esperienze da cui scaturiscono i miei brani – racconta. – Non sarei mai in grado di produrre un disco in una settimana e non mi interessa neppure quel genere di lavoro».
Off Grid ha la struttura di un piccolo libro, diviso in due capitoli. Se la prima parte aderisce ai canoni del rap più tradizionale, il Lato B presenta una svolta sorprendente, intima, a tratti nostalgica. San Rocco – la traccia conclusiva – è emblematica: un affresco rievocativo, accompagnato da un piano malinconico, mentre intorno a una vecchia lattina di Coca Cola si condensa un mondo di ricordi. Il tutto procede per accumulo d’immagini: l’odore della benzina, i volti delle vecchie, un accendino per illuminare la mano su cui leggere il destino.

«L’album è nato gradualmente – spiega Krin. – Dopo essere uscito dai DSA ero un po’ perso a livello musicale. Non sapevo da che parte andare. Poi ho cominciato a mettere da parte materiale grezzo, perlopiù registrato in casa. A un certo punto ho consegnato tutto a Manny che ha trasformato i brani in vere e proprie canzoni». La struttura di Off Grid appare solida, ma non è frutto di una pianificazione certosina. Spiega Manny: «È stata una genesi un po’ punk. Lo abbiamo costruito nei ritagli di tempo». La profondità delle liriche e lo studio delle strumentali hanno assorbito grandi energie: «Confesso che per questo disco mi sono esaurito – rivela Krin. – Questo viaggio mi ha sbattuto in faccia una realtà cambiata, la difficoltà di produrre e diffondere musica oggigiorno… ma anche la necessità di non rinunciare a comunicare». «In questo disco è tutto molto personale» aggiunge Manny.
E poi c’è la componente emotiva, per Krin particolarmente gravosa: «Mi sono chiesto a lungo se fosse il caso di pubblicare Isola, la canzone dedicata a mia figlia. Non ci ho dormito la notte». Proprio in Isola si raggiungono vette liriche che sposano leggerezza, sincerità e profondità. Connubio inusuale nel rap italiano odierno. La penna di Krin183 sa farsi aforistica – “La bellezza non è mai la perfezione”– ma anche esprimere un amore senza retorica: “Tu che sarai solo tua da grande”, canta alla figlia, immaginandola adulta e libera.

Le strumentali, curate da Manny Mani, fanno ampio uso di chitarre che dotano l’album di sfumature rock o country. Alcune registrazioni hanno avuto luogo a Milano, nel Rustico Studio, insieme a Heggy Vezzano, nome storico del blues-rock milanese. «Mi sono formato su blues e jazz – specifica Manny – e volevo portare questo mio tocco nell’album di Krin. Le chitarre sono uno strumento inconsueto nelle basi rap, e devono essere usate con cautela».
La collaborazione fra Krin e Manny non è inedita. Risale al 2019, con Spirit, il secondo disco solista di Krin183, uscito da una militanza collettiva lunga circa vent’anni. La storia del loro incontro prende le mosse da una living room londinese molto trafficata: «Abitavamo entrambi nella metropoli – racconta Manny – ci siamo conosciuti in quel salotto, dove si parlava di musica. Ci siamo piaciuti, e da lì a bere qualcosa insieme il passo è stato breve».

Come succede in questi casi, la coppia funziona perché ciascuno trova nell’altro più di un elemento complementare: «Prima di conoscere Krin – spiega Manny – producevo beats occasionali. Poi nel 2019 ho lavorato a due tracce di Spirit. Se non fosse stato per Krin non avrei mai prodotto per un disco». Krin racconta: «Manny sa ascoltare e integra le nostre idee in produzioni organiche. È anche molto sul pezzo: resta aggiornato e riesce a orientarsi nel panorama musicale italiano».

I contenuti spaziano dall’auto-rivendicazione all’intimismo. L’impasto sonoro dà carattere e identità all’intero progetto modulandosi intorno a ciascuna traccia. «Ci abbiamo lavorato un anno – dice Manny. – Il Lato A è uscito il sette novembre 2025. Il Lato B il nove gennaio 2026. Ho cercato un filo oscuro che passasse attraverso tutte le basi. Un filo marcio, impastato oserei definirlo». «C’è sempre una porzione rappresentativa nel rap – nota Krin183 a proposito dei testi – ma la seconda parte del disco vuole andare oltre. Non mi interessano i dischi che parlano della stessa cosa dall’inizio alla fine».
La coppia guarda adesso alla promozione. Anche attraverso i concerti. «Il nostro live è uno spettacolo a tutti gli effetti – spiega Manny – c’è una sorta di collage fra i pezzi che portiamo sul palco e un equilibrio fra i vecchi cavalli di battaglia e Off Grid».
Quello che il disco del duo Krin-Manny sembra offrire, in estrema sintesi, è un’esperienza laterale rispetto allo status quo imperante: “La musica era meglio quando non sembrava il calcio”. Uno sguardo che scavalca il recinto: “In giro senza documenti rilasciati dall’impero”. Marginalità, talvolta intesa come confinamento, più spesso come alternativa che arricchisce. In questo senso rientra il concetto di provincialità, che nel disco si respira dalla prima all’ultima barra. Entrambi gli artisti vivono ormai lontani dalle grandi città. Manny in un paese di duemila anime in provincia di Verona. Krin in un paesino vicino al mare in provincia di Savona. «Non è sempre semplice – conclude Krin – ma anche vivere in provincia può essere un modo per distinguersi».
Per saltare fuori dalla rete, verrebbe da dire.
Krin183 & Manny Mani – Off Grid – Prossime date live:
Sabato 21 Novembre, Rude Club, Savona.
Sabato 28 Novembre, Colorificio Kroen, Verona.
Vuoi portare Off Grid nella tua città? Non ti resta che contattare Krin!