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SAMURAI CHAMPLOO: L’ARTE DELLA SPADA IN CHIAVE HIP HOP



Samurai Champloo è, sostanzialmente, la storia di un’ amicizia i cui episodi finali probabilmente vi faranno versare qualche lacrima.
Tutto nasce dal casuale incontro tra una ragazza rimasta orfana di nome Fu con Mugen e Jin, due samurai ronin (il tutto si svolge in un Giappone dell’epoca Edo) che fin dall’inizio della serie sembra non abbiano rivali nell’arte del combattimento.

Talmente abili con la spada che fin dal loro primo incontro giurano che, una volta scortata Fu presso il “samurai che profuma di girasole”, si uccideranno a vicenda.

D’altronde, nonostante abbiano stili di combattimento completamente diversi, nessuno dei due ha mai trovato un rivale così forte come nell’altro.

Credo di poter dire che Mugen rappresenti, con la sua indole randagia e il suo stile di combattimento, la parte istintiva e ribelle di ognuno di noi mentre Jin, sempre introspettivo quanto pacato e metodico, incarni la parte razionale dell’animo umano.
Ed è forse questo uno dei punti di forza dell’anime, perchè (SPOILER) alla fine troveranno un equilibro, saldando quell’amicizia che nei primi episodi era impensabile e rinunciando quindi ad ammazzarsi l’un con l’altro.

Ma la vera chicca di questa serie non sta nella trama, per quanto coinvolgente, né nella morale. Sta nella piega assolutamente hip hop di certi suoi aspetti, primo tra tutti la colonna sonora da brividi.

Curata da due beatmakers di tutto rispetto, il defunto Nujabes e Fat Jon, incarna a pieno l’atmosfera dell’anime. Si tratta principalmente di un jazzy-hip hop di qualità che sa comunicare il mood solare, ma talvolta malinconico degli episodi. Non mancano, specialmente durante i combattimenti, strumentali più hardcore vote ad accrescere la tensione nel pubblico.

L’hip hop è, non solo per la soundtrack, parte integrante della serie, a partire dalla tecnica di combattimento di Mugen, che richiama la breakdance, fino ad arrivare ad episodi incentrati sul writing (ce li vedete i giapponesi dell’epoca edo a taggare i muri coi pennelli?) sul rap e persino sul beatbox. Come non citare l’episodio in cui gli antagonisti, in seguito all’incendio di un campo di marijuana e alle conseguenti esalazioni, si ritrovarono a praticare l’amore universale, inteso sia in senso spirituale che fisico!

Un anime che mi sento di consigliare, forse ancor più di quello che considero un po’ il fratello maggiore: Afro Samurai, con musiche curate da niente meno che  RZA del WU TANG CLAN.

Non escludo di parlarvene a breve. Bless.