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AFRO SAMURAI: SANGUE, VIOLENZA E…HIP HOP!



Se presentando Samurai Champloo sottolineavo l’aspetto solare e positivo della serie, oggi parliamo di sangue, violenza e perversioni, ma sempre riguardo la katana e sempre riguardo l’hip hop.

Afro Samurai gode certamente di una fama superiore a quella di Samurai Champloo, sia grazie alla soundtrack curata da RZA del celebre WU TANG che alla partecipazione al progetto di Samuel L. Jackson, nel ruolo di doppiatore.

La storia prende forma in un periodo non ben definito, che mischia aspetti del feudalesimo giapponese a tecnologie di ultima generazione, cellulari, armi e persino cyborg!

Caratteristica di questo mondo, dove la violenza è all’ordine del giorno, è l’esistenza di due fasce: chi possiede la fascia numero 1 è identificabile come il combattente più forte al mondo, ed assume poteri quasi divini. Per conquistare tale fascia è necessario appropriarsi precedentemente della fascia numero 2, poichè è solo con essa che si acquista il diritto di affrontare il numero uno. La fregatura è che chiunque può affrontare il numero due, condannandolo ad una vita di duelli…sempre ammesso che riesca a soppravvivere.

Bene, nel nostro anime, Afro, un samurai dai tratti africani, è il numero due e tenterà di arrivare al numero uno e vendicare suo padre, precedente possessore della fascia ed assassinato dall’attuale numero uno.

Lungo il suo percorso, intervallato da dei flashback sulla sua storia, il nostro sanguinolento eroe affronterà un gran numero di nemici intenzionati a farlo a pezzi, per conto di una strana confraternita di monaci viziosi, malati di sesso e assidui ascoltatori delle strumentali di RZA.

La colonna sonora rispecchia in pieno l’atmosfera cupa e malata dello scenario distopico in cui la storia prende forma, senza mancare di grande energia durante gli scontri e di una certa leggerezza durante i dialoghi tra Afro e il suo misterioso ed assillante accompagnatore, che rappresenta un altro degli aspetti più sorprendenti dell’anime, anche se non vi dico perché.

Anzi vi passo un indizio; quello che Afro si lascia alle spalle durante la scalata non sono solo cadaveri: sono anche i demoni e tutte le questioni irrisolte che turbano l’anima.

Buona visione.