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McDonald’s in Piazza Duomo a Firenze: tardi per lamentarsi



McDonald’s in Piazza Duomo a Firenze

Omar, il mio capo, mi propone di scrivere un articolo sulla questione, io dico che non ho molto da dire a riguardo che possa apportare qualche differenza.

Da quel momento parte uno scambio fra lui e me. Fra due che stanno dalla stessa parte.

Da quella conversazione nasce questo articolo: un mix di varie idee, non necessariamente sempre coerenti. Perché anche questa ostentazione della coerenza, basta. È una gran balla.

Il presupposto naturale e che dovete conoscere è che del McDonald’s al Duomo ne faremmo chiaramente e volentieri a meno, ma.

Un grande MA, perché il punto è un altro.

Primo: non è un po’ tardi ormai per lamentarsi? Il centro di Firenze, e non solo, non è già un grande “parco divertimenti” per turisti?

Vorreste dirmi che il negozio Magnum Algida accanto al Duomo è migliore? Per quello però nessuna polemica.

Dai, provate a stilare una lista dei negozi che sono intorno al Duomo e ditemi quale di questi crea valore.

Per amor di chiarezza: io vivo a due passi dal centro e in quel centro, meraviglioso certo, non ci vado mai. Proprio perché appunto è pieno di turisti, non mi identifica. Chiaramente è un’estremizzazione, non è che non ci vado in assoluto ma questo è il motivetto canticchiato dalle persone che vivono a Firenze. Fiorentine e non.

Fiorentine e non è un altro punto importante: la città è fatta da chi la vive e la città usa i suoi mezzi per vivere. Vedi il turismo di massa. Chi la vive e l’ha vissuta fino ad ora non ha fatto molto per offrire qualcosa di diverso da McDonald’s. O sbaglio?

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Ok, il Mc lì fa schifo, non ce n’è bisogno. Ma, banalmente, di cosa realmente abbiamo bisogno?

Ed è proprio qui che vorrei farvi presente che è veramente riduttivo urlare allo scandalo adesso.

Dobbiamo scegliere: o dentro o fuori dal marketing, dal mercato, dalla globalizzazione.

Ma ognuno di noi, più o meno consapevolmente, ha già scelto: acquistando scarpe Nike, fumando sigarette, bevendo caffè e potrei proseguire all’infinito.

La scelta è stata fatta molto tempo fa. Forse pecchiamo in lungimiranza.

Credete allora che questo McDonald’s ci insegnerà qualcosa? Io no. Però spero di ricredermi, anche di me stessa.

E da qui un’altra riflessione, a mio parere, importante: le città sono il luogo in cui viviamo, in cui abbiamo scelto di vivere. Vita è sinonimo di cambiamento, dinamismo (che a noi spesso manca).

Le città non sono musei.

I musei stanno nel passato. Non ci lamentiamo sempre del peso del nostro passato che ci rende statici? Bene, le azioni che abbiamo posto a monte hanno creato il futuro, oggi presente.

McDonald’s al Duomo è la conseguenza, non la causa.

E quando abbiamo bisogno di sentirci fiorentini, ricordiamo che Firenze è dei suoi cittadini. I fiorentini sono loro, noi, indipendentemente da cosa c’è scritto su un documento.

Il concetto di purezza dell’identità non esiste più. Non è mai esistito. Per fortuna.

La purezza è un ideale e la storia ci insegna che ideali di questo genere sono molto pericolosi. Oltreché anacronistici. Siamo nel 2016, dai!

Ma siamo sinceri, davvero ci stupiamo se al signor McDonald’s verrà permesso di aprire il suo negozio accanto al Duomo di Firenze? E in caso diceste sì, quali cause abbiamo messo per evitarlo?

Ma la domanda più importante: quali cause metteremo da adesso in poi?