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Il pianeta non gode di ottima salute. La sovraproduzione sta invadendo il mercato di miliardi di oggetti inutili. Foreste che crollano, buchi dell’ozono che si ingigantiscono, fiumi che cambiano colore.
L’ambiente si sta ribellando.

Per porre rimedio a questo devasto, la tendenza è quella del riciclaggio e del design eco-sostenibile.
Come?

Attraverso l’uso di materiali innovativi derivati direttamente dalle piante, con procedimenti che non danneggiano l’ambiente, riciclando materiali o recuperando abiti/oggetti dando loro una nuova vita.
Esiste, infatti, una serie di tessuti innovativi ottenuti direttamente dalla macerazione delle piante (canapa, ortica, ginestra, ananas, fibra di mais, solo per citarne alcune): sono assolutamente biodegradabili e hanno caratteristiche (come la flessibilità e la resistenza) che altrimenti andrebbero create artificialmente.

Tra i nuovi talenti eco-sensibili, la vincitrice del concorso “Who’s on Next” edizione 2007, Sara Lanzi, ha proposto un’intera collezione realizzata esclusivamente con tessuti ecologici.

L’urban atelier Be-Have di Susanna Spoto a Firenze (www.myspace.com/be_have) è un altro esempio di produzione artigianale ottenuta con il riciclo, la custolizzazione ed il riassemblamento di capi già esistenti, senza spercare o buttare via nulla, ma dando vita nuova a indumenti dismessi.

E’ funziona così anche per il riciclaggio degli oggetti. Lei è Sarah Cihat, newyorkese, che ha creato una collezioni di piatti “Rehabilitated Dishware” partendo da oggetti che erano stati buttati via ed elaborando pezzi unici con cui poter comporre degli originali servizi di piatti. Il suo processo parte dalla ricerca di oggetti particolari in negozi dell’usato, che poi vengono decorati, smaltati e cotti nuovamente. Il gusto è un po’ vintage, ma le decorazioni ed i colori sono molto moderni, un po’ pop, con teschi, fiori, pin up, disegni geometrici in stile 70s. Prezzi, ovviamente, modici! (www.sarahcihat.com)

A questa nuova tendenza è stata addirittura creata una fiera apposita che si tiene annualmente in quel di Parigi.

E’ possibile soddisfare i nostri bisogni senza compromettere le generazioni future…Basta sentirsi un po’ più “green”.

Curiosando: