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Cinema

Non è come credi, non è ancora finito niente, ma è comunque il momento di ringraziare



Sabato 3 ottobre abbiamo chiuso le riprese della parte più complessa di Non è come credi, il folle progetto che abbiamo tirato su con Marco Tajani.

Non è come credi è una commedia metacinematografica con elementi di mystery, scritta da Marco su un soggetto di entrambi, che dirigo per Gold Productions. Racconta di un ex attore che ha smesso di credere nelle storie e che, suo malgrado, viene trascinato dentro un festival sabotato dai film interrotti di un autore misterioso, Ermes Marana. Un film che usa il cinema per parlare di cinema, e che gioca di continuo sul confine tra realtà e finzione.

Sono state undici giornate, dal 21 settembre al 3 ottobre, tra una libreria cinefila ricostruita, un rave cinematografico al CPA e un festival fittizio allo Spazio Alfieri. Il set veniva preparato con grande cura, poi lo lasciavamo agli attori, tutti con una solida formazione teatrale, liberi di improvvisare e di far succedere cose che nessuno aveva previsto.

Il primo grazie va a Marco, che ha creduto in me: non solo ha scritto una sceneggiatura nata da una chiacchiera en passant di quasi dieci anni fa, ma ha finanziato personalmente un film che fa della collettività il suo punto di forza.

Grazie a Marco Ripoldi, che si è speso in maniera incredibile per dare corpo al protagonista, a Gaia Nanni e a tutto il cast. Grazie a Giuditta Martelli, l’aiuto regia, senza la quale non ci sarebbe stato nessun film. Grazie a Cosimo Lombardelli, che ha guidato la fotografia alla sua prima esperienza nella finzione, a Claudia Maci e ad Alessandra Francolini per la produzione, e a tutti i reparti, che hanno lavorato con un impegno e un entusiasmo che non davo per scontati.

Il set della cornice però è solo una parte del film. Dentro la storia principale scorrono dei film firmati da Ermes Marana, ognuno dedicato a un mestiere diverso del cinema. Sono film interrotti, volutamente, perché l’interruzione è il motore della trama.

Il cinema è un’arte collettiva e, per ribadirlo, questi film li abbiamo affidati ad altre realtà come noi: indipendenti, squattrinate, piene di passione. Grazie a I Licaoni, a Stefano Mutolo e Berta Film, ad Alessio Lavacchi e Lec Patoku, a Davide Rapp e a Sasan Baha, che dai prossimi giorni inizierà anche il montaggio del film. E grazie a Federico Shinjin Orlandini, che ha già cominciato a lavorare sulle musiche.

Grazie infine a Margherita e Iris, che mi hanno sopportato e supportato in questo settembre impossibile.

Ovviamente non è ancora finito niente: ora inizia la post produzione.

Ma fino a questo punto è stato bellissimo.

Evviva il cinema.

Foto di Nuri Rashid