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MARIO MONICELLI NE SAREBBE FIERO
ARTS

Gattaca



La porta dell’universo

Regia di Andrew Niccol
Produzione USA 1997

Locandina del film

Fin dove possiamo arrivare noi per rendere possibile i nostri sogni? Qual’è il limite tra possibile e impossibile, tra scienza e fantascienza, tra invenzione e realtà?

Gattaca prova a darne una sua singolare risposta affascinante e intensa.

In un futuro non poi così prossimo, pieno di macchine retrò, pettinature e abiti anni 50 il metodo naturale di concepimento è la fecondazione in vitro. I bambini nati grazie alla scienza godono di lunga vita, non hanno malformazioni o patologie genetiche e hanno tutte le caratteristiche che i loro genitori hanno desiderato. Ma ci sono ancora i figli di Dio, i bambini nati in maniera naturale esposti ai rischi genetici.

Il mondo viene così diviso non dalla scienza ma dagli stessi uomini in validi e in-validi, creando una sorta di competizione tra fratelli della stessa specie.

Questa è la storia di Vincent e Anton, due fratelli il primo figlio di Dio miope con una malformazione cardiaca che non gli permetterà di vivere più di 30 anni, il secondo alto forte nato in vitro a cui il padre ha voluto dare il suo nome.

Vincent cerca di battere Anton a nuoto sempre, sapendo che per nascita la cosa gli sarebbe stata impossibile, ma un giorno l’impossibile sembra accadere e lo batte.

Inizia da qui la presa di coscienza delle sue possibilità. Volere è potere anche in un mondo dove non conta più quanto tu lo desideri e quanto tu possa essere bravo, ma quanto geneticamente sei affidabile. Vincent vuole diventare un cosmonauta ed entrare a Gattaca e così diventa un pirata genetico divenendo Jerome, un uomo dal codice genetico infallibile. Vincent -Jerome sarà a un passo dal sogno quando incontrerà Irena anche lei una valida non perfetta, perché anche la scienza può sbagliare, e si aprirà una caccia all’uomo che lui ha voluto eliminare.

Il film non vuole demonizzare la scienza e la genetica che anzi celebra per esempio con la scelta della scala a chiocciola a forma di spirale, proprio come la sequenza del nostro codice gentico, o celebra con il nome Gattaca, le iniziali dei quattro nucleotidi alla base del DNA. E ancora la scienza è la parte più umana del film, è il medico che non discrimina l’in-valido Vincent ma lo supporta, perchè anche suo figlio non è come aveva richiesto.

Non è la scienza mostruosa ed elitaria. Ma gli uomini. La scienza è vista come nota positiva, capace di farci vivere di più e meglio, ma non capace di controllare i nostri sentimenti e le nostre ambizioni. Jerome Jerome non ha mai accettato l’idea di essere secondo e se prima rifiutava l’idea che un in-valido potesse solo pensare di essere lui, grazie a Vincent-Jerome impara a sognare e a credere che tutto sia possibile, perché non ci sono cromosomi per lo spirito umano.

Buona la regia che ci regala ottime sequenze di montaggio alternato, e bella la scelta di inquadrare gli spazi tutti identici, con una nota marrone predominante, che ci dà l’idea di soffocamento e serialità.

Oggi non è ancora possibile ordinare dei figli geneticamente perfetti, però pare che il prossimo futuro permetta alle donne di riprodursi da sé, sintetizzando sperma dal proprio midollo. Non ho nulla contro la scienza, ma vorrei tanto capire a cosa serve questa scoperta, dato che le malattie genetiche, in questo caso di nascita, sembrano raddoppiarsi.

Ma come dicevo all’inizio: qual è il limite tra possibile e impossibile, tra scienza e fantascienza??

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