Foto in alto: Filippo Bernardeschi aka Bboy Fil on the floor
Il nostro Filippo Bernardeschi aka Bboy Fil è uno degli ultimi acquisti entrati a far parte della redazione di Goldworld. I suoi articoli come avrete notato se ogni tanto capitate sul nostro magazine si leggono con piacere, fluidità e chiarezza, ma per una volta non sarà lui l’intervistatore, ma l’intervistato.
Perché? Per la sua celebrazione di un quarto di secolo dentro la cultura Hip Hop. Bboy Fil festeggerà infatti 25 anni di breaking con una jam dedicata alle quattro discipline, sabato 27 giugno 2026 al Circolo Arci Il Botteghino, a La Rotta, in provincia di Pisa. Cresciuto in questa piccola frazione – Comune di Pontedera – Fil, ha incontrato il breaking in un giorno di primavera, e da allora non se ne è più separato.
Abbiamo così scambiato due chiacchiere tra colleghi in redazione, per farci raccontare qualcosa di più.


Ciao Filippo, come hai cominciato a ballare?
Era la festa degli artisti di strada. C’erano ragazzi con dei cartoni sul corso di Pontedera: restai a contemplarli per un paio d’ore, separandomi dagli amici con cui ero uscito. Rincasai certo che avrei trovato il modo d’imparare quella danza pazzesca. Così è stato e così è continuato per 25 anni. Ho iniziato allenandomi nel garage di casa fra macchie di benzina. Oggi conosco gente in tutta Italia. Il vero potere dell’Hip Hop sono le connessioni.
Come hai strutturato quindi la jam per festeggiare questa ricorrenza?
La festa del 27 giugno ospiterà amici di lunga data e conoscenze più recenti che hanno segnato il mio percorso artistico. Ai piatti tre DJ: Crazy Kid, membro della storica Republic Square crew, è un compagno di avventure fin dai miei primi saggi di danza. Lo chiamavo e dicevo: ehi Lore, devo fare un’esibizione, vieni? E lui c’era quasi sempre.

Gli altri due DJ che hanno risposto alla chiamata sono Smoke e Moikan. Il primo ha un’esperienza enorme, quel genere di persona che spazia dai grandi classici di ogni genere per poi mettere tracce che ti fanno voltare mentre ti chiedi: ma che roba è questa? Moikan è una conoscenza più recente, anche se in realtà frequento pure lui da anni. Membro dei Banana Rockerz, una delle crew toscane più rappresentative al momento con cui mi alleno regolarmente, Moikan è un bboy e sa cosa significa stare connessi con la pista da ballo.
Hai previsto una line-up o sarà pura improvvisazione?
La giornata avrà inizio alle 16:30 con DJ set, bboys, bgirls e writers all’opera. Sono benvenuti anche gli stand up dancers. Non ci saranno competizioni né premi. Pur non essendo un campione conosco il valore della sfida, ho organizzato molte gare e qualcuna l’ho pure vinta, ma questa festa sarà una celebrazione collettiva, spontanea. Chi viene lo farà per il gusto di stare insieme e vedere cosa ne esce.
Al microfono ci saranno due ragazze. Perché hai scelto proprio loro?
La Pazz e Serni canteranno nel dopocena, anche se immagino che ci sarà spazio per qualche rima pure durante il pomeriggio. Le donne sono portatrici di un’energia speciale. Credo nella parità, ma anche nel fatto che uomini e donne portino sensibilità diverse. Ed è una ricchezza.
La Pazz rappresenta uno dei legami più longevi per me: non ricordo quando ci siamo conosciuti, mi sembra un volto presente da sempre. Positiva, energica, socialmente impegnata e genuina.La mia strada e quella di Serni invece si sono incrociate qualche anno fa: l’ho ascoltata cantare per la prima volta a Pisa. Mi hanno subito colpito le radici punk e il timbro della voce, oltre alla presenza scenica. Ho avuto il piacere d’intervistarla per Gold.
25 years in the game sappiamo sarà anche un evento di beneficenza.
Esatto. Ci sarà l’occasione per effettuare una donazione a Emergency, presente con un suo banchetto. Questo è un punto al quale tengo particolarmente. So che sono tempi difficili, ma non dobbiamo dimenticare il valore della solidarietà, specie guardando quello che succede nel mondo. Penso in particolare alla tragedia del popolo palestinese. Una donazione a chi offre cure gratuite alle vittime della guerra è alla portata di tutti. Spero che i partecipanti vorranno accogliere questo invito.
Quali sono le persone che hanno lasciato un marchio profondo nello sviluppo della tua cifra personale di bboy?
Devo molto a Smile, con cui uscivo quasi ogni weekend e che mi portava in macchina agli eventi quando non avevo la patente. Mi ha aiutato a estendere l’espressività, a coltivare la musicalità e consolidare l’autostima.

C’è poi la scena pisana degli albori: la mia prima VHS di breaking era del Panico Totale, evento che ha segnato gli anni Novanta, quando ancora non ballavo, da cui ho tratto grande ispirazione. Penso a idoli come Nando, Gum, e tutti gli Ariston Breakers.
Un altro nome sostanziale non figura nel pantheon dei ballerini, tuttavia per me è una figura fondamentale: Alessandro Remorini, direttore del centro giovanile Terza Dimensione dove ho tenuto i primi corsi di breaking. Una persona accogliente che mi ha incluso in un team per l’organizzazione di un evento che – lasciatemelo dire – ha fatto la storia in Toscana: la Spray Art Convention.

Da tutta Europa arrivavano nomi che a noi sembravano creature leggendarie: Loomit, The Next One, Xisco e Menno, Frankie Hi Nrg e molti altri. Non sarò mai abbastanza grato a Alessandro per avermi fatto lavorare con la cultura Hip Hop e avermi insegnato il valore di questi punti d’aggregazione: circoli e centri sociali, dove ci si riunisce attorno a un ideale prima che a un tornaconto.
Che ruolo ha la scrittura nel tuo percorso?
Sono iscritto all’ordine dei giornalisti. Ho lavorato per il Il Tirreno e QUInews. Ultimamente come sapete, scrivo di musica e danza per Gold, una collaborazione che ha riacceso in me la voglia di scrivere e mi ha riportato sulla strada dell’apprendimento, facendomi conoscere artisti nuovi, con la possibilità di promuovere quelli di cui ho stima. Negli anni ho pubblicato anche due raccolte di racconti: L’ultima Consegna e I Fiori e le Macerie. Ma non mi dedico seriamente alla narrativa da parecchio tempo.
Cosa significa per te l’Hip Hop?
Per me è difficile riassumere in poche righe il senso di un viaggio lungo 25 anni. Ho amato l’Hip Hop in modo viscerale. A volte me la sono presa con lui per avere ingoiato la mia vita dal di dentro. E mi vengono a mente le parole di Noyz Narcos: “Ho dato molto a questa merda e per quanto m’ha tolto non saremo mai alla pari”. Ma l’Hip Hop l’ha resa anche divertente, creativa, avventurosa.

L’Hip Hop mi ha insegnato che c’è poesia nei mozziconi di sigaretta, nella stanchezza dei treni, in uno sconosciuto che ti regala un passo. Mi ha fatto viaggiare per tutta Europa. Essere un insegnante di breaking mi ha dato la sensazione di poter fare la differenza nella vita di un bambino, anche solo per un pomeriggio. Tornassi indietro forse non investirei così tanto nell’Hip Hop come carriera. Se ho potuto farlo, in buona parte lo devo ai miei genitori, che ci sono sempre stati nel momento del bisogno.
A chi è dedicato 25 years in the game?
A tutti quelli che ci saranno perché la festa sarà di tutti. Ma se questo suona un po’ ruffiano, allora diciamo alla scena Media World, tempio del breaking pisano. E ai ragazzini di Gaza che ballano con il sorriso tra le macerie. Soprattutto a loro.
La lista dei partecipanti a 25 years in the game include nomi dall’Emilia Romagna e da Milano. Un elenco parziale è consultabile sul volantino dell’evento. La musica andrà avanti fino a mezzanotte. Il Botteghino offre un servizio bar e una piazzola dotata di tensostruttura. Almeno un paio di pizzerie si trovano nelle vicinanze per la pausa cena. L’ingresso è gratuito, riservato ai soci Arci. Per chi fosse sprovvisto di tessera, sarà possibile effettuare il tesseramento sul posto.
25 years in the game for Bboy Fil
Sabato 27 giugno 2026
C/O Circolo Arci Il Botteghino – Via Tosco Romagnola 455, La Rotta (Pisa), Tel: 0587 484486