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Goldseries – la serie tv è zombie-trash



Una versione scopiazzata e splatteralmente ironica di Walking Dead arriva in tv senza troppe pretese; un passatempo per i nostalgici delle ambientazioni apocalittiche in cui uomini morti mangiano altri uomini vivi, ma niente di più! Tutto questo è Z Nation, la trash-series sugli zombie che cerca di cavalcare l’onda dell’ambizioso e straordinario Walking Dead per offrire agli appassionati qualcosa di simile, ma molto, molto più tamarro.

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La situazione è più o meno la stessa: il mondo è stato stravolto da un virus che ha contagiato la grandissima parte della popolazione mondiale e i protagonisti della serie sono i vivi che trascorrono la loro vita a scappare dai non vivi che in gruppi sempre più prossimi al pubblico medio dei concerti di Vasco ondeggiano come dei tossici con la volontà di estinguere in maniera totale il genere umano.

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Sin dai primi minuti della prima puntata il paragone con Walking Dead viene spontaneo, anche perchè, ormai, qualsiasi serie, film o cartone animato sugli zombie viene spontaneamente e categoricamente confrontato con la migliore produzione di questo genere; inoltre, gli zombie, che loro chiamano semplicemente “Z”, sono veramente molto simili a quelli di Walking Dead – anche se i loro comportamenti, molte volte, risultano ingiustificati e inspiegabili, così come il loro trucco di scena.

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Tuttavia esiste una fattore inedito, una svolta interessante da alcuni punti di vista, ovvero sin dalla prima puntata viene offerta ai telespettatori una speranza, una cura reale e tangibile per il mondo intero: un’uomo morso 8 volte dagli zombie rimasto ancora in vita, che deve la sua salvezza a una sostanza iniettatagli tempo prima durante una sperimentazione medica fatta nel carcere in cui era rinchiuso; dunque qui l’obiettivo non è tanto salvarsi la pelle quotidianamente come accadeva in Georgia, ma portare l’uomo da New York in un laboratorio già abbondantemente attaccato dagli zombie a Los Angeles, un viaggio già abbastanza faticoso in condizioni socio-climatiche eccellenti.

Andiamo ad analizzare in grandi linee i caratteri dei personaggi: ironici, quasi per nulla turbati, con solo pochi tratti di terrore puro, nessuna angoscia, pochissima malinconia, insomma un’insieme di caratteristiche che trasforma il dramma quasi empatico di Walking Dead in una commedia nera senza affetto e attrattiva alla Robert Rodriguez, ma molto più truzza e senza stelle di Hollywood. 

Ma la vera essenza, la parte migliore della serie arriva quando l’uomo plurimorsicato, oltre a subire una lenta e inesorabile mutazione anomala e cosciente, restando appeso fra la vita e la non-vita, si accorge che gli zombie lo trattano come uno di loro, non lo attaccano, non sono attratti da lui, si trasforma praticamente da protetto a protettore nel giro di pochi giorni, sopratutto visto che nel corso delle puntate, sembra che l’uomo riesca anche a dare degli ordini agli Z diventando una sorta di Dio dei morti viventi.   

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E’ ovvio che l’importanza della spiegazione di tutto ciò è aleatoria, ma il fattore più curioso, in questa serie, è rappresentato proprio dagli zombie, che invece in Walking Dead fanno solo da sfondo ad una terribile storia umana; i loro comportamenti sono affascinanti, sorprendenti e, sinceramente, incutono veramente pochissima paura. 

Mettiamo da parte gli errori incredibili di fotografia e di regia; non pensiamo ai dialoghi veramente poco credibili; facciamo finta che i personaggi siano tutti dei duri con pochissimo sentimento; ok. Premesso tutto ciò, Z Nation è una serie tv su morti viventi praticamente per tutta la famiglia, un po’ di sangue, certo, è inevitabile, ma il trasporto che sprigiona è molto simile ad una comedy o ad una serie per ragazzi. Se siete dei veri infognati di serie e ancora di più di Walking Dead, potete anche cominciarla, ma non posso assicurarvi che non l’abbandoniate dopo le prime due puntate…