La Playlist Ignorante per la Playa!
Il caldo è arrivato, gli stereo sulla spiaggia anche e pure la musica nelle casse a palla dall’autoradio con il finestrino buttato giù. Solo che la radio passa musica di merda, che fare?
Caricatevi la playlist del rap Underground Italiano dell’estate che vi consiglio personalmente e tutto funzionerà meglio. Anche la coda in autostrada magari non scorrerà, ma il tempo sarà migliore… che non è vero che la roba buona non esce più, siete voi che siete dei vecchi bacucchi.
Cominciamo?
Press Play!
Danno – Baseball Fury.
È passato mezzo anno, ma possiamo dire che la versione Deluxe di “Aka Danno” è il disco più bello del 2026? Unica risposta plausibile: sì che possiamo! Il disco tutto prodotto da DJ Craim (a dire vero anche da Ice One) suona fresco e massiccio come dovrebbe essere un disco di rap oggi. Danno è in modalità Super Sayan God Mode, forse adesso come non mai, nella sua scrittura ci sono concetti di spessore sulla nostra contemporaneità sempre più assurda e easter eggs e jokes di riferimenti di ogni tipo nascoste tra le rime. Ho preso la prima traccia, ma in tutto il disco non ne skippi una. Le inserzioni finali provenienti da altri progetti arricchiscono tutto il disco, compresa Fumo di China che è la colonna sonora del documentario Generazione Fumetto del nostro Omar.
Oro, acciaio e sangue RMX. – C.U.B.A. Cabbal.
L’Abruzzo è una regione importante quando si parla di rap, noi lo sappiamo e avevamo già intervistato questi ragazzi. C.U.B.A. Cabbal e Gio Lama hanno pubblicato il remix di “Oro, Acciaio e Sangue”, arricchito dalle collaborazioni di Sgrò, Andrea Dono, Emblema e Sicario. Il brano, uscito per Zona Brada Records, è prodotto recuperando i floppy disk originali di Lou X del 1998, unendo così le radici dell’hip hop italiano a nuove strofe underground. Il remix è ora disponibile su tutte le piattaforme di streaming, mentre il vinile dell’EP originale è acquistabile su Costaklan.it.
Fondamentale – Engeezo · G. Nicastro · Egreen · Trais · Toni Mannaja
Nicastro è uno dei producer più validi della Toscana, se non di tutto lo stivale. Da anni fa musica con Engeeezo e Fondamentale è la loro ultima perla arricchita da featuring moooolto interessanti di Trais da Grosseto, Toni Mannaia di Firenze e Egreen. Che cazzo dire ancora? La traccia va liscia come l’olio e fa muovere il collo più di una lezione di pilates.
Matriarchia – Ellie Cottino
Una delle cose che mi piace di più del rap è che ti porta in tante vie diverse, città differenti e visioni opposte. La visione femminile di Ellie Cottino con Matrarchia è quella di una rapper di Torino, con testi impegnati, una base fluida e barre dolci e arrabbiate allo stesso tempo. Il disco è veramente interessante e parla di militanza e controcultura senza essere banale o scontato.
64 Blatte – Nor – Sesto Carnera – Dr Hem.
Anche questa è una combo hit fra Sesto Carnera, che unisce la Puglia, alla Liguria di NOR, alla faccia di chi dice che in Italia il rap è morto. I morti siete voi e le blatte vi camminano in faccia. Anche qua, che cazzo vi devo dire ancora? Che il beat è una mina? Produzione di DR Hem.
Giovani Santi – Giovane Veltro.
Torniamo in Toscana, ma andiamo dalla nuova generazione del rap locale, Prato per la precisione. Veltro è una delle “nuove” leve del rap che sta spingendo di più nella regione dove la C è muta. Dopo due dischi con il suo socio Roen, esce Giovani Santi che è il secondo EP di Veltro solista (Bro’ non è semplice stare dietro alla tua biografia!).
Chi sono i Santi del titolo dell’EP? Sono tutti quei personaggi o toscani (personaggio storici come Datini, artisti come Modigliani, Michelangelo e Raffaello, attori come Benigni, calciatori come Vieri e persino scienziati come Margherita Hack) o che hanno bazzicato la Toscana (come Gabriel Omar Batistuta).
Anche qua ci sono Easter Eggs da scovare (“Non sono professionisti sono presi dalla strada…”), ma qui è tutto un altro mondo, rispetto alle tracce precedenti, è la generazione sfuggente dei muretti, ma è sicuramente un pezzo della scena rap importante da conoscere, perché è quella più contemporanea.
C’è persino un pezzo dedicato al poeta Dino Campana, con una campana (dong!) nel beat, ma di cosa stiamo parlando? Ahahahah… Spingere e supportare!
Welcome to VCO · Cricca Dei Balordi · Bassi Maestro · DJ Zeta
Esistono album che servono a riaccendere un nome e altri che certificano la vitalità di un percorso artistico. Io ho scelto il pezzo forse più minimale di YETI: il secondo disco ufficiale della Cricca dei Balordi a venticinque anni da Musi, appartiene con decisione alla seconda categoria. Il ritorno di Rido e Supa assume così il valore di una prosecuzione naturale ed è al tempo stesso una reunion celebrativa.
L’album guarda avanti restando fedele al proprio linguaggio, senza inseguire mode o cercare legittimazioni. La Cricca continua a muoversi all’interno di un universo costruito negli anni, e DJ Zeta e Bassi alle produzioni completano il team. Tra l’altro Bassi Maestro suona il basso live, ma dov’è la petizione online per chiedere a Bassi di tornare a rappare?
BRUXISMO EP. 1 – Clark Nova.
Ci sono dei pezzi che ti arrivano e non sai niente. So solo che l’ha prodotto il sopracitato Nicastro e poi? E poi boh… affidatevi alla rabbia, poi sicuramente con Clark Nova ne riparleremo quando usciranno cose nuove sue.
Veleno – Tormento
Tormento ha calcato i palchi più grandi d’Italia con i Sottotono e quelli delle jam più sfigate e nel 2026 torna con un suo progetto personale, bello suonato e pieno di featuring (uno su tutti Noyz Narcos), ma secondo me il pezzo più bello è questo, dove Torme se la canta, se la rappa… e usa tutta la sua storia e tutto il bagaglio culturale e musicale, mettendoci tutto l’amore per il funk. Quando senti il pezzo, se chiudi gli occhi lo puoi vedere sul palco o in sala prove mentre sta registrando il pezzo. Chetelodicoafare?
Bonus Track.
The Fake Doc – Farfalle Pt.2
Il mese scorso sono stato a una festa rap della sopracitata scena dei muretti ed è salito sul palco un ragazzo da solo, senza doppie e senza fronzoli e ha iniziato a rappare.
Il rapper si chiama The Fake Doc e i testi hanno uno spessore che era tanto che non mi capitava di ascoltare. Il suo ultimo EP si intitola “Quello che avrei voluto fare da piccolo” ed è una piccola gemma, di cui forse Farfalle PT. 2 è il pezzo più bello.
Ma ascoltando l’EP, Spotify, mortacci sua, mi ha fatto sentire tracce più vecchie e quando sono arrivato a questa, senza batteria e un piano fantastico, mi sono lasciato trasportare dalle sue parole e ho iniziato a piangere. Che dire, il potere della musica è questo ragazzi e meravigliamoci se succede ancora oggi, in Italia, nel 2026.