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Rap e Psicoanalisi – te”RAP”ia, il primo libro di Antonio “DonGocò” Turano
di Redazione16 Settembre 2026
Il rap può curare? A tal proposito potete trovare già disponibile in libreria “Rap e Psicoanalisi – teRAPia”, il primo libro di Antonio “DonGocò” Turano pubblicato da Vecchiarelli Editore nella collana Psicoanalisi e Sociale e in open access sul sito della stessa casa editrice a questo link.
Il rap è al centro della te“rap”ia! Questo che potrebbe sembrare solo un gioco di parole introduce il tema centrale del libro: le skills dell’MC possono essere a servizio della clinica, valorizzando la funzione terapeutica che il rap può assumere, oltre i già noti aspetti educativi.
L’autore unisce così la sua esperienza artistica alla pratica da psicoterapeuta e arte terapeuta, dando vita a un manuale teorico e pratico che, pur avendo il taglio di un trattato scientifico, trasuda Hip Hop già dall’artwork di ShaOne.

Il “B-Boy Psi” disegnato dal writer napoletano (K.T.M. / La Famiglia) fonde infatti la lettera greca Psi (Ψ) con l’immaginario della doppia H, creando un legame immediato tra MCing e psicologia. Se fino ad ora la psicologia ha guardato al rap soprattutto come un oggetto di studio, analizzando le rime dei rapper, “Rap e Psicoanalisi – teRAPia” fa qualcosa di straordinariamente inedito: attraverso il racconto di un laboratorio rap, realizzato con gli adolescenti di una comunità terapeutica, svela i tanti e inaspettati punti in comune tra il rap, con attitudine Hip Hop, e la dimensione clinica, dialogando con le teorie dei principali capisaldi della psicologia.
Il nucleo dell’opera è un racconto onesto, fatto di successi e fallimenti, che mette in luce quello che si fa e si vive nel condurre un lavoro di tale delicatezza, senza sottovalutare i vissuti del conduttore. Antonio “DonGocò” Turano ci mostra le diverse fasi laboratoriali partendo, come l’Hip Hop stesso, dal breakdown, che scopriamo essere un termine importante anche in ambito psichiatrico; racconta la formazione del gruppo, le tematiche identitarie e relazionali legate a macro-temi come tag e crew, ma anche ad aspetti apparentemente minori come le doppie e i buchi.
Non mancano esercizi pratici di scrittura creativa, che attingono alle zone più profonde dell’animo e sguardi inediti sul beat, il cypher e, addirittura, la postura classica del b-boy e il suo legame con il flow. Con questo mix, nel quale rime, inconscio, beats, meccanismi di difesa e punchline fanno parte dello stesso “disco”rso, si arriva fino alla registrazione dei brani e alla preparazione del live.
Ogni fase ha dei riferimenti teorici psicoanalitici ma anche psicofisiologici, che ne mostrano i meccanismi corporei in una visione circolare corpo-mente. Può sorprendere scoprire naturali sovrapposizioni tra le pratiche nate nel Bronx degli anni Settanta e le intuizioni di autori come Freud, Jung, Lacan, Bion e altri Grandmaster del pensiero psicoanalitico.
Un approccio multidisciplinare, arricchito da contributi d’eccellenza. Il libro si apre infatti con la prefazione di Giuseppe U.net Pipitone, che ricollega il testo alla funzione originaria del movimento; la presentazione, firmata dal compianto Prof. Vezio Ruggieri, fondatore del meta-modello psicofisiologico integrato bioesistenzialista. L’introduzione è invece a cura della psicoanalista Daniela Scotto di Fasano e, a chiudere il cypher, ci sono il dialogo con il rapper Kento – testimone della valenza del rap nelle carceri minorili – e la postfazione di Daniele Biondo, psicoanalista, tra i massimi esperti della psicoanalisi con gli adolescenti.
Un testo fondamentale per appassionati di Hip Hop ma non meno per psicologi, arte terapeuti, educatori e per chi vuole conoscere maggiormente il potenziale di una cultura spesso distorta dalla narrazione mediatica. Una guida che offre nuovi strumenti per c-analizzare la sofferenza e trasformarla in arte.